Quest'anno il mio papà, ormai in pensione, ha deciso di dedicarsi di nuovo all'orto, come non faceva ormai da anni. E devo dire che coltivare la terra è un po' come andare in bicicletta, una volta imparato come si fa, non si può più dimenticare. Ovviamente è tutto biologico.
Sabato scorso ha raccolto delle fantastiche melanzane e nel portarle chiede di fargli una parmigiana. Si può mai dir di no ad una parmigiana fatta con delle super melanzane???
Beh dal mio punto di vista no. E allora che parmigiana sia!
Ovviamente la piccola peste di casa non poteva esimersi dall'intrufolarsi anche lui nella faccenda, infatti le foto sono a dir poco pessime, incapaci di rendere giustizia ad una simile delizia.
Il piccolo vedendo quella montagna di melanzane fritte ha pensato che potessero essere buone così senza pensarci su ne ha presa una e... l'ha mangiata. Hai capito il furbetto le verdure bollite non sono di suo gradimento, quelle fritte invece... Io ho impiegato tipo vent'anni prima di capire quanto fossero buone, mi sa che in questo ha preso dal papà.
Vabbè per una volta gli ho concesso l'assaggio.
Comunque il procedimento è abbastanza semplice.
Bisogna tagliare a fette le melanzane senza buccia cospargerle leggermente di sale per eliminare l'amaro e lasciarle così per un paio d'ore. Intanto preparare il sugo di pomodoro condito solo con sale ed olio. Tagliare una mozzarella a dadini e lasciarla colare per togliere il latte in eccesso.
Dopodiché bisogna lavare ed asciugare le melanzane, passarle nella farina, poi nell'uovo e friggerle.
Finita la fase della frittura arriva il bello! Prendere una bella teglia capiente, sul fondo dare un leggero strato di salsa di pomodoro, aggiungere le melanzane una accanto all'altra, coprire con un altro strato di salsa, i dadini di mozzarella, abbondante parmigiano e qualche fogliolina di basilico.
Continuare così fino all'esaurimento degli ingredienti (o delle mamme con i bimbi alle calcagna).
Io consiglio di cuocerle in forno ventilato per circa 45 min, per farle asciugare al meglio e comunque di farle raffreddare, o meglio riposare, prima di servirle.
Il giorno dopo, se mai dovesse avanzare, è ancora più buona!
giovedì 27 giugno 2013
lunedì 10 giugno 2013
Coccole epistolari
...Questo per dirti che persone perfette non esistono. Storie infallibili non esistono. Esistono persone uniche e storie uniche. Ciò in cui io credo è l’amore, in ogni sua forma. Che si provi per un compagno, un figlio, i genitori, un amico, una pianta, un animale o Dio credo che valga la pena di essere vissuto a pieno. Il che non significa annientarsi per mettersi a completa disposizione degli altri. Così come non è giusto mettere se stessi prima di tutto. Amare significa cercare l’altro. Voler condividere tutto, le banalità, le cose entusiasmanti, le proprie passioni, le proprie aspirazione. Significa condividere sogni.
ps. quasi dimenticavo il mio amore per i dolci, quindi per rimediare allego qualche foto e la ricettuzza di queste Tarte tropezienne. Una nuvola di bontà, perfezione fatta brioche.
La ricetta è presa pari pari dal blog di Paoletta di Anice e Cannella. Dalla sua pagina Facebook è partito un appuntamento settimanale di panificazione comunitaria. La tarte è stato "l'argomento" di due settimane fa ma ancora le mie papille hanno impresso quell'effimero sapore che credo resterà impresso per sempre.
Come farcitura ho usato una chantilly bella soda, ma altre hanno usato semplicemente panna e fragole. Ognuno può metterci quel che vuole. La tarte è perfetta anche semplicemente con una spolverata di zucchero a velo.
Ma significa anche essere liberi di scegliere le tappe della propria vita, senza farsi divorare dai sensi di colpa, senza essere preda di gratuiti ricatti emotivi. Quello non è un amore maturo. Anzi quello non è amore.
L’amore non chiede sacrifici, ma condivisione e rispetto. Il rispetto di cui parlo riguarda la libertà. Rispettare significa lasciare l’altro libero di amare. Non creare muri oltre cui non si può andare. Significa lasciare libero l’altro di varcare le stanze della tua anima.
Al contempo l’altro ha il dovere di lasciare le cose così come stanno. Non deve cercare di cambiare la disposizione dei mobili o mettersi a rassettare. Quella è casa tua solo tu puoi scegliere di lasciare tutto com’è o magari buttar via le cose vecchie per far posto a qualcosa di nuovo, che a tuo giudizio valga la pena di essere introdotto.
Ti auguro di riuscire a trovare l’essenza dell’umanità in ognuno.
L’amore non chiede sacrifici, ma condivisione e rispetto. Il rispetto di cui parlo riguarda la libertà. Rispettare significa lasciare l’altro libero di amare. Non creare muri oltre cui non si può andare. Significa lasciare libero l’altro di varcare le stanze della tua anima.
Al contempo l’altro ha il dovere di lasciare le cose così come stanno. Non deve cercare di cambiare la disposizione dei mobili o mettersi a rassettare. Quella è casa tua solo tu puoi scegliere di lasciare tutto com’è o magari buttar via le cose vecchie per far posto a qualcosa di nuovo, che a tuo giudizio valga la pena di essere introdotto.
Ti auguro di riuscire a trovare l’essenza dell’umanità in ognuno.
ps. quasi dimenticavo il mio amore per i dolci, quindi per rimediare allego qualche foto e la ricettuzza di queste Tarte tropezienne. Una nuvola di bontà, perfezione fatta brioche.
La ricetta è presa pari pari dal blog di Paoletta di Anice e Cannella. Dalla sua pagina Facebook è partito un appuntamento settimanale di panificazione comunitaria. La tarte è stato "l'argomento" di due settimane fa ma ancora le mie papille hanno impresso quell'effimero sapore che credo resterà impresso per sempre.
MINI TARTE TROPEZIENNE
Ingredienti:
300 g di manitoba
4 g di sale
45 g di zucchero semolato
12 g di lievito di birra fresco
3 uova
130 g di burro
45 g di zucchero semolato
12 g di lievito di birra fresco
3 uova
130 g di burro
50 ml di latte tiepido
scorza di 1 arancia
grattugiata
Per decorare:
zucchero in granella
1tuorlo e 2 o 3 cucchiai di latte per la spennellatura
finalezucchero in granella
Preparazione:
Preparare un poolish sciogliendo il lievito
nel latte appena tiepido e mescolando 50 gr di farina. Coprire con pellicola e
lasciar fermentare 45 minuti/1 ora.
Rovesciare il pooolish nella planetaria e
impastare insieme ad un cucchiaio di farina, inserire poi 1 uovo e far
assorbire.
Aggiungere ancora poca farina, impastare e
versare metà dello zucchero, e, ad assorbimento l'altro
uovo.
Impastare bene.
Aggiungere ancora un po' di farina, l'ultimo
uovo e quando questo è stato assorbito, ancora farina e l'altra metà dello
zucchero.
Continuare aggiungendo farina sempre
impastando bene, lasciando un cucchiaio per lo spolvero finale. Inserire il sale
e, non appena si sarà assorbito, aggiungere il burro morbido poco alla volta,
insieme alla scorza d'arancia.
Incordare bene. Ci vorranno almeno 20/25
minuti perché l'impasto diventi elastico e si stacchi in un solo
pezzo.
A questo punto porre l'impasto in una
ciotola, coprire con pellicola, attendere 30 minuti e mettere in frigo, a circa
6°/7° fino al mattino.
Tirare fuori, lasciar a temperatura ambiente
circa 1 ora poi fare una piega del tipo 1. Coprire.
Attendere 20 minuti, spezzare in 10 pezzi da
65 gr circa l'uno e formare delle palline.
Schiacciarle leggermente sulla parte
superiore e porle su una placca
coperta da carta forno. Coprire con pellicola.
Far lievitare 1 ora.
Spennellare col tuorlo sbattuto e poco
latte, spolverare di zucchero a granella poi infornare per 15/20 minuti a
180°.
Raffreddare su una gratella e tagliare
orizzontalmente le tarte, poi farcire con la crema, conservare in frigo o in un
posto fresco.
mercoledì 8 maggio 2013
Rainbow couscous
Da più parti si eleva un coro alle mie spalle: Letizia impara a cucinare!
Ieri sera per esempio ho presentato a tavola dei rustici abbrustoliti che son finiti lo stesso per l'impellente necessità di sopravvivenza dei commensali, che pur di nutrirsi declinano all'esigenza di gustar delizie.
A dir la verità io mi diletto molto di più a preparare e a gustar dolci che cose salate.
Ma è ovvio che la quotidianità è tutt'altro che una torta panna e fragole.
E allora come risolvere? Ecco ho deciso che d'ora in poi farò a meno di bastoncini ed insalata e affronterò la zona dei fornelli con strumenti diversi.
La parola d'ordine sarà "sperimentare".
Ma il mio cuore non ce la fa a sperimentare sulla pellaccia altrui.
Allora ho deciso che poiché a pranzo sono quasi sempre da sola col pargoletto,
saremo noi le cavie dei miei nuovi esperimenti.
Poveretto, penseranno in tanti :-)
Stavolta è andata bene.
Quindi posso riproporlo al più presto anche ad altri.
Tra l'altro questo arcobaleno di couscous è di una tale semplicità che chiunque, anche una mamma con un bambino in piedi sulla sedia che smanetta a destra e a manca, può riuscire a fare. D'altronde con l'allenamento quotidiano potrei sfidare un equilibrista del circo di Montecarlo e batterlo come niente fosse.
Allora a tutte le mamme circensi (e non solo) ecco a voi la ricetta del Rainbow Couscous.
Ingredienti:
1 carota
1 zucchina
1 pezzetto di peperone giallo
1 pezzetto di peperone rosso
sale, olio, aglio e prezzemolo
200 g Couscous
200 g d'acqua
Preparare una brunoise di verdure, farle saltare un padella con un po' d'olio in cui avrete fatto dorare un aglio. Lasciare le verdure piuttosto al dente. Prendere il couscous e versarlo in una teglia abbastanza grande per contenerlo tutto in modo che non faccia troppo spessore (nel senso che sia ben steso) e aggiungere 1 cucchiaio di olio d'oliva. Sgranarlo con una forchetta in modo che non si formino dei grumi.
A parte prendere un pentolino piccolo e portate ad ebollizione 200ml di acqua.
Versare l'acqua nella teglia contenente il couscous e coprire con un coperchio per 5 minuti.
Passati i 5 minuti prendere con una forchetta "sgranare" il couscous. Ora versare il couscous nella padella delle verdure e sgranare nuovamente, affinché si insaporisca per benino.
Può essere servito sia tiepido che freddo.
lunedì 22 aprile 2013
Decidere di vivere e di farlo al meglio.
Quando da più parti non arriva che un vento freddo e cupo ti si dipanano dinazi solo due scelte, lasciarti sopraffare dalla gelida angoscia o riscaldare il cuore con la speranza.
Io decisamente ho scelto la seconda strada.
Ho solo voglia di portare il sole dentro e fuori di me.
Per farlo è necessario andare dove il sole è principe.
Al mare.
E allora partiamo.
La sabbia sa fare il suo dovere, ti sporca di felicità.
Il mare è maestro di dolcezza.
Il tutto non può che essere moltiplicato all'infinito
quando hai con te la tua piccola famiglia.
Quelle risa, quelle corsettine, quei passetti rumorosi
sono coccole per la mia anima.
Ed infine il mare è balzato anche nei nostri piatti.
Scialatielli vongole e funghi porcini
Ingredienti per due persone
300 g Vongole
2 funghi porcini
300 g pomodorini pachino
300 g di scialatielli
aglio, peperoncino, olio, sale, pepe
Aprire le vongole in una padella con un filo d'olio, l'aglio ed il peperoncino. Nel frattempo cuocere in un'altra padella olio, aglio e funghi. Aggiungere i pomodorini e lasciar cuocere per un quarto d'ora circa. Calare gli scialatielli. Sgusciare metà vongole e tenere da parte l'acqua di cottura.
A fine cottura del pomodoro aggiungere le vongole, lasciarle insaporire qualche secondo e spegnere. Scolare gli scialatielli a due minuti dalla fine e terminare la cottura nella padella del sugo, a cui bisogna aggiungere l'acqua delle vongole filtrata e se necessario anche un po' d'acqua di cottura della pasta.
A fuoco spento aggiungere una spolverata di prezzemolo tritato finemente.
mercoledì 10 aprile 2013
Esiste una cura?
Credo ormai d'esser stata infettata anch'io da una certa malattia che negli ultimi anni sta mietendo tante vittime. La blogghite.
Tra i sintomi più importanti sicuramente è da annoverare la dipendenza, ed ormai credo di aver raggiunto un certo grado di assuefazione.
Ora sono in forte crisi d'astinenza per causa di forze maggiori che mi costringono a restar lontana dai blog e dal mio in particolare: gli ultimi esami, la tesi, un bimbo di 20 mesi ed un più indefinito resto.
Appena la pace sembra sfiorare il mio cuore mi appresto come una drogata a rifornirmi della mia famelica dose. Ma il tempo scandisce i minuti con prepotenza e quindi non mi resta che star per un attimo a guardare ma non toccare, mi tuffo in varie immagini, mille ricette come una bimba davanti ad una vetrina di giocattoli senza poterne toccare neppure uno.
Eccomi alla vetrina appiccicata, a sognare e rimandare a futuri momenti la felicità di creare qualcosa di appetitoso.
![]() |
| Imagine via pinterest |
mercoledì 27 marzo 2013
A tutto... olio!
Ebbene sì, ho deciso di ridurre drasticamente l'utilizzo del burro.... almeno per questa settimana!
Io adoro tutto quanto abbia il sapore del burro. Che cosa ci posso fare se impazzisco per una buona fetta di crostata friabile e rigorosamente senza lievito? Oppure per i croissant sfogliati? Oppure per cupcake ricoperti di crema al burro?
Peccato però che i miei dolci non li posso mica divorare da sola, devo tener conto dei gusti del marito e dalla salute del mio piccolo, e in ultima analisi anche un po' della linea che ultimamente si sta perdendo nel mio forno.
Allora poiché son decisa a non arrendermi ogni mattina a delle tristissime fette biscottate integrali e per non rimpinzare il pargolo con merendine industriali, cerco degli stratagemmi per far fronte all'annoso problema del burro.
Cerca che ti ricerca, mi imbatto in una ricetta di frolla all'olio. Oddio non che mi sconfinferasse più di tanto, però che dire tentar non nuoce.
Allora ci provo facendone solo metà dose. Metto tutti gli ingredienti nel Bimby e...tatata devo bloccarmi per le interruzioni
di Daniele e per un piccolo problema con l'arnese impastatutto. Togli l'impasto (che in realtà non era tale) mettilo in una ciotola, impasta a mano col bambino che piagnucola perché vuole impastare anche lui, mettiti a riprender fiato e... componi le tue crostatine. Due a marmellata di pesche, due con quella di albicocche biologica e due con marmellata di fragole. infila tutto in forni e... cominci a sperare!
Alla fine devo dire che non hanno niente a che vedere con quella frolla frollosa che le mie papille conoscono bene, ma ha un sapore nuovo e strabiliante.
Ottime per la colazione, soprattutto di Daniele.
Ingredienti:
3oogr di farina
125gr di zucchero
100gr di olio extravergine di oliva
due tuorli d’uovo e uno intero
buccia di limone grattugiata
un pizzico di vaniglia
una punta di cucchiaino di lievito per dolci (io non l'ho messa)
Mescolate le uova con l’olio, aggiungete lo zucchero, la farina con il lievito la buccia di limone e la vaniglia. Lavorate velocemente l’impasto e mettetelo a riposare in frigorifero. Usarla come una frolla normale, meglio se la stendete con due fogli di carta da forno perchè rimane molto unta e morbida.
mercoledì 20 febbraio 2013
Sweet
Oggi ho fatto gli extra con il cucciolo, ma l'inaspettata quiete di stasera mi ha fatto venir voglia di girare un po' tra i blog per trascorrere un po' di tempo a sognare.
Qualche immagine dal sapore shabby,
una dolce musica,
una poesia per coccolarmi.
Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.
A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.
A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.
Finestre della mia stanza,
della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi è
(e se sapessero chi è, cosa saprebbero?),
vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente,
su una via inaccessibile a tutti i pensieri,
reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa,
con il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri,
con la morte che porta umidità nelle pareti e capelli bianchi negli uomini,
con il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla.
della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi è
(e se sapessero chi è, cosa saprebbero?),
vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente,
su una via inaccessibile a tutti i pensieri,
reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa,
con il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri,
con la morte che porta umidità nelle pareti e capelli bianchi negli uomini,
con il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla.
Oggi sono sconfitto, come se conoscessi la verità.
Oggi sono lucido, come se stessi per morire,
e non avessi altra fratellanza con le cose
che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero
la fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata
da dentro la mia testa,
e una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell'avvio.
Oggi sono lucido, come se stessi per morire,
e non avessi altra fratellanza con le cose
che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero
la fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata
da dentro la mia testa,
e una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell'avvio.
Oggi sono perplesso come chi ha pensato, trovato e dimenticato.
Oggi sono diviso tra la lealtà che devo
alla Tabaccheria dall'altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori,
e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa reale dal di dentro.
Oggi sono diviso tra la lealtà che devo
alla Tabaccheria dall'altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori,
e alla sensazione che tutto è sogno, come cosa reale dal di dentro.
Fernando Pessoa
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