Adoro il mare, le vacanze e viaggi ma ancor di più amo tornare a casa.
Aprire la porta e lasciarsi coccolare dalla dolcezza della propria casa, dei suoi profumi e dei suoi rumori, secondo me, non ha eguali.
Certo il marito non fa altro che ribadire che tornare a casa significa riprendere la vita di sempre, il lavoro, gli impegni e lo stress quotidiano.
Ne sono ben consapevole questo settembre più che mai, con la tesi da ultimare e le paure di non farcela, ma proprio non riesco ad esser mesta per il prematuro rientro.
Il ritorno mi rassicura e contemporaneamente mi da la possibilità di fantasticare sul prossimo viaggio.
Io sono fatta cosi devo avere i piedi ben saldi, ma le ali della fantasia spiegate per bene.
Per celebrare l'evento e avendo voglia di mettere insieme solo semplici ingredienti ho deciso di provare questa "Torta morbida alla marmellata" (credo sia della Parodi).
Pochi ingredienti che danno vita ad un dolce che ti coccola ad ogni boccone. Non troppo stucchevole. Friabilissimo. Una sorta di ibrido tra un cake da colazione ed una crostata.
E in ultima analisi è tanto semplice da preparare che non complica troppo la vita dopo il rientro dalle vacanze.
Ingredienti
120 gr. di burro
120 gr. di zucchero
2 uova
120 gr. di farina (io 50g farina di riso e 70g farina per dolci)
un pizzico di sale
q.b. marmellata di fragole (home made)
Preparazione: lavorate il burro a pomata con lo zucchero fino a che non diventa cremoso, aggiungere le uova e poi la farina il sale, versare in una teglia imburrata ed infarinata, ricoprirla con cucchiaiate di marmellata che durante la cottura sprofonderanno nella pasta. Mettere in forno a 180°C. per 25 minuti circa.
mercoledì 28 agosto 2013
lunedì 29 luglio 2013
Scischecc o Cheesecake?
Ecco la mia prima Ccccheeeeesecake... rigorosamente fredda. Sono giorni che ho voglia di un dolce, ma l'idea di far diventare la mia cucina una camera a gas era prevalente, quindi ho rimandato, rimandato, rimandato fino a che ho comprato alla Feltrinelli il bel libro Freschi Dessert . La prima parte è dedicata alla frutta e ai vari modi per prepararla (ottime idee light per Enzo che ha finalmente deciso di non rimandare ad un indefinito futuro la sua dieta), poi c'è una lunga serie di ricette di gelati homemade che io bypasserò in quanto non ho la gelatiera, infine c'è la parte riservata a dolci, davvero goduriosi, per la calde serate estive.
La prima cheesecake del circondario è stata fatta dalla mia pioneristica amica Jasmine quando erano davvero pochi quelli che la conoscevano, solo chi studiava in giro per "l'Europa delle cheesecake".
Ha sempre riscosso un gran successo, tanto che avevo un certo timore reverenziale per la sua ricetta. La "scishecc" di Jas, come veniva chiamata da un certo nostro amico, resterà nella storia del nostro gruppo post-adolescenza.
Ora dopo tantissimi anni e condizionata dalla presenza, anzi onnipresenza, di ricette di questa delizia nei vari blog ho deciso di lanciarmi nella realizzazione della versione a freddo. L'ho preparata per il ritorno del mio fratellone moscovita che impazzisce per le cheesecake e che sembra aver apprezzato, anche se con una certa riserva per la gelatina (lui non ama gelatine e marmellate in generale).
La bellezza di questo dessert sta nella sua versatilità. La si può guarnire con ogni sorta di frutta salsa o perché no anche con cioccolata.
Io volevo una versione molto leggera ed ho optato per una purea di pesche, che in questo periodo abbondano. Inoltre la base non è particolarmente dolce quindi non è stomachevole.
Di certo la mia relazione con le cheesecake non terminerà qui, la prossima volta proverò la versione cotta. Magari mi faccio regalare un po' di gelsi neri da mio zio e proverò questa della bravissima Manu, giramondo per professione e foodblogger per passione .
Ve l'ho detto quella di Jas non posso farla.... magari una di queste sere chiedo a lei di farla.
Intanto ecco la mia:
300 g di frollini o biscotti tipo digestive
95g di burro morbido
300g di mascarpone
200 di Philadelphia
250 ml di panna fresca liquida
3 fogli di gelatina
5 cucchiai zucchero semolato
200 g di pesche saporite
3 fogli di gelatina
200 g d'acqua
3- cucchiai di zucchero ( a seconda della dolcezza delle vostre pesche)
Per la base, sbriciolare i biscotti e mescolarli con il burro fuso e usateli per foderare il fondo di uno stampo apribile precedentemente foderato di pellicola e mettere in frigo.
Per la farcitura mettere a riscaldare la panna in un pentolino, intanto ammorbidire la gelatina in un po' d'acqua fredda. Quando la panna sarà calda toglierla dal fuoco ed aggiungere lo zucchero e la gelatina ben strizzata e mescolate energicamente per farla sciogliere bene. Aggiungere i formaggi e mescolare bene. Versare il composto nello stampo sulla base dei biscotti coprire e mettere in frigo per 4 ore.
Per la salsa frullare la polpa delle pesche aggiungere l'acqua e lo zucchero e far scaldare in un pentolino, intanto far ammorbidire la gelatina. Quando la purea sarà pronta togliere il pentolino dal fuoco aggiungere la gelatina e mescolare bene.
Far intiepidire e versare sulla cheesecake. Far riposare in frigo tutta la notte.
martedì 9 luglio 2013
Se tutto inizia con dolcezza...
Metti una sera in famiglia senza rumori.
Metti la sua voce scatenata.
Metti tre cuori e qualche ricordo.
Metti una candida orchidea come sorpresa.
Mescola bene ne uscirà fuori un'appagante felicità.
Stamattina sono stata svegliata dal profumo del buono. Di quelle tenere attenzioni che ti cambiano l'umore. Quelle che ti vestono l'animo di rosa.
E se è vero che il mattino ha l'oro in bocca per me le sere così si dipingono dei toni tenui della lavanda. Il suo profumo, la sua cromia e la mia fervida fantasia si fondono inesorabilmente fino a farne venir fuori qualcosa di sorprendentemente delicato.
Cupcakes alla lavanda
Ingredienti
125g di burro
2 uova
125 g di zucchero
150g di farina
1 cucchiaino di lievito
6 fiori di lavanda
Per la decorazione
150 g di zucchero a velo
2 cucchiai di acqua
Poche gocce di colorante lilla
Qualche fiorellino di lavanda
Mescolare gli ingredienti liquidi (uova e burro sciolto), aggiungere ad essi le farine (zucchero farina e lievito) e i fiori di lavanda sminuzzati. Mescolare poco, giusto il tempo di far amalgamare i due composti, riempire 12 pirottini medi per cupcakes ed infornare per 15-20 min a 170°-180°.
Sfornare i cupcakes e preparare una glassa veloce mescolando lo zucchero con l'acqua ed il colorante. Stendere la glassa sulle tortine e decorare con i fiorellini.
mercoledì 3 luglio 2013
A te che rendi allegri i miei giorni
Buongiorno e ben svegliato sta arrivando un carrettino pieno di... coccole!
Stamattina mi son svegliata con la voglia di preparare il dolcetto preferito di Daniele, i cupcakes alla vaniglia. Ci vuole davvero poco per accontentarlo, mica come me.
Cerco di evitargli quanto più posso le cose confezionate, infatti a casa nostra sono banditi per lui e per noi merende, biscotti e cioccolatini d'ogni sorta.
Per lui e per il suo pancino piccino, per noi e per le nostre panciotte cicciotte ;)
Cerco sempre di preparagli dei biscotti dolci o dolcetti homemade ma complice il periodo dei mille problemi, si è ritrovato, poverino, ad arrangiarsi con le "biccottate" come le chiama lui e la marmellata (almeno questa autoprodotta).
Son diverse sere a dire il vero che il piccolo mi dice: "Mamma boglio quacosa".
Stamattina allora approfittando di una sveglia anticipata mi son messa all'opera per preparargli "quacosa".
Ora dorme ancora non vedo l'ora che si svegli per vedere il suo visino felice.
Quante cose avrei da dire
a quegli occhioni grandi
quante cose di quel mondo
che ti sta davanti
un mondo grande come
il pollice che ti succhierai.
Quante parole da imparare
quante risposte ai tuoi perché
quanti giocattoli da aprire
per sapere cosa c'è
mentre con il tuo ditino
dici cha hai un anno ma non sai cos'è.
Storie di saggi e di potenti
come al tempo di Re Artù
storie di Volpi e Burattini
e maghi dentro la TV
lupi nascosti dietro sorrisi
di falsa ingenuità.

Storie di razzi e di galassie
e di guerre ai videogames
storie di eroi sconosciuti
che combattono per te
mentre con il tuo ditino
indichi il cielo azzurro ma non sai cos'è.
Dormi che il futuro
ti aspetta alla finestra
e senza fretta
guarda dentro la tua stanza.
Io lo so che lo farai meraviglioso

Quante cose avrei da dirti
quante cose ti dirò
quanti momenti per guardarti
mentre cresci ogni giorno un po'
quante cose anch'io
da te imparerò.
Stamattina mi son svegliata con la voglia di preparare il dolcetto preferito di Daniele, i cupcakes alla vaniglia. Ci vuole davvero poco per accontentarlo, mica come me.
Cerco di evitargli quanto più posso le cose confezionate, infatti a casa nostra sono banditi per lui e per noi merende, biscotti e cioccolatini d'ogni sorta.
Per lui e per il suo pancino piccino, per noi e per le nostre panciotte cicciotte ;)
Cerco sempre di preparagli dei biscotti dolci o dolcetti homemade ma complice il periodo dei mille problemi, si è ritrovato, poverino, ad arrangiarsi con le "biccottate" come le chiama lui e la marmellata (almeno questa autoprodotta).
Son diverse sere a dire il vero che il piccolo mi dice: "Mamma boglio quacosa".
Stamattina allora approfittando di una sveglia anticipata mi son messa all'opera per preparargli "quacosa".
Ora dorme ancora non vedo l'ora che si svegli per vedere il suo visino felice.
Quante cose avrei da dire
a quegli occhioni grandi
quante cose di quel mondo
che ti sta davanti
un mondo grande come
il pollice che ti succhierai.
Quante parole da imparare
quante risposte ai tuoi perché
quanti giocattoli da aprire
per sapere cosa c'è
mentre con il tuo ditino
dici cha hai un anno ma non sai cos'è.
Storie di saggi e di potenti
come al tempo di Re Artù
storie di Volpi e Burattini
e maghi dentro la TV
lupi nascosti dietro sorrisi
di falsa ingenuità.
Storie di razzi e di galassie
e di guerre ai videogames
storie di eroi sconosciuti
che combattono per te
mentre con il tuo ditino
indichi il cielo azzurro ma non sai cos'è.
Dormi che il futuro
ti aspetta alla finestra
e senza fretta
guarda dentro la tua stanza.
Io lo so che lo farai meraviglioso
Quante cose avrei da dirti
quante cose ti dirò
quanti momenti per guardarti
mentre cresci ogni giorno un po'
quante cose anch'io
da te imparerò.
giovedì 27 giugno 2013
Ode alla melanzana
Quest'anno il mio papà, ormai in pensione, ha deciso di dedicarsi di nuovo all'orto, come non faceva ormai da anni. E devo dire che coltivare la terra è un po' come andare in bicicletta, una volta imparato come si fa, non si può più dimenticare. Ovviamente è tutto biologico.
Sabato scorso ha raccolto delle fantastiche melanzane e nel portarle chiede di fargli una parmigiana. Si può mai dir di no ad una parmigiana fatta con delle super melanzane???
Beh dal mio punto di vista no. E allora che parmigiana sia!
Ovviamente la piccola peste di casa non poteva esimersi dall'intrufolarsi anche lui nella faccenda, infatti le foto sono a dir poco pessime, incapaci di rendere giustizia ad una simile delizia.
Il piccolo vedendo quella montagna di melanzane fritte ha pensato che potessero essere buone così senza pensarci su ne ha presa una e... l'ha mangiata. Hai capito il furbetto le verdure bollite non sono di suo gradimento, quelle fritte invece... Io ho impiegato tipo vent'anni prima di capire quanto fossero buone, mi sa che in questo ha preso dal papà.
Vabbè per una volta gli ho concesso l'assaggio.
Comunque il procedimento è abbastanza semplice.
Bisogna tagliare a fette le melanzane senza buccia cospargerle leggermente di sale per eliminare l'amaro e lasciarle così per un paio d'ore. Intanto preparare il sugo di pomodoro condito solo con sale ed olio. Tagliare una mozzarella a dadini e lasciarla colare per togliere il latte in eccesso.
Dopodiché bisogna lavare ed asciugare le melanzane, passarle nella farina, poi nell'uovo e friggerle.
Finita la fase della frittura arriva il bello! Prendere una bella teglia capiente, sul fondo dare un leggero strato di salsa di pomodoro, aggiungere le melanzane una accanto all'altra, coprire con un altro strato di salsa, i dadini di mozzarella, abbondante parmigiano e qualche fogliolina di basilico.
Continuare così fino all'esaurimento degli ingredienti (o delle mamme con i bimbi alle calcagna).
Io consiglio di cuocerle in forno ventilato per circa 45 min, per farle asciugare al meglio e comunque di farle raffreddare, o meglio riposare, prima di servirle.
Il giorno dopo, se mai dovesse avanzare, è ancora più buona!
Sabato scorso ha raccolto delle fantastiche melanzane e nel portarle chiede di fargli una parmigiana. Si può mai dir di no ad una parmigiana fatta con delle super melanzane???
Beh dal mio punto di vista no. E allora che parmigiana sia!
Ovviamente la piccola peste di casa non poteva esimersi dall'intrufolarsi anche lui nella faccenda, infatti le foto sono a dir poco pessime, incapaci di rendere giustizia ad una simile delizia.
Il piccolo vedendo quella montagna di melanzane fritte ha pensato che potessero essere buone così senza pensarci su ne ha presa una e... l'ha mangiata. Hai capito il furbetto le verdure bollite non sono di suo gradimento, quelle fritte invece... Io ho impiegato tipo vent'anni prima di capire quanto fossero buone, mi sa che in questo ha preso dal papà.
Vabbè per una volta gli ho concesso l'assaggio.
Comunque il procedimento è abbastanza semplice.
Bisogna tagliare a fette le melanzane senza buccia cospargerle leggermente di sale per eliminare l'amaro e lasciarle così per un paio d'ore. Intanto preparare il sugo di pomodoro condito solo con sale ed olio. Tagliare una mozzarella a dadini e lasciarla colare per togliere il latte in eccesso.
Dopodiché bisogna lavare ed asciugare le melanzane, passarle nella farina, poi nell'uovo e friggerle.
Finita la fase della frittura arriva il bello! Prendere una bella teglia capiente, sul fondo dare un leggero strato di salsa di pomodoro, aggiungere le melanzane una accanto all'altra, coprire con un altro strato di salsa, i dadini di mozzarella, abbondante parmigiano e qualche fogliolina di basilico.
Continuare così fino all'esaurimento degli ingredienti (o delle mamme con i bimbi alle calcagna).
Io consiglio di cuocerle in forno ventilato per circa 45 min, per farle asciugare al meglio e comunque di farle raffreddare, o meglio riposare, prima di servirle.
Il giorno dopo, se mai dovesse avanzare, è ancora più buona!
lunedì 10 giugno 2013
Coccole epistolari
...Questo per dirti che persone perfette non esistono. Storie infallibili non esistono. Esistono persone uniche e storie uniche. Ciò in cui io credo è l’amore, in ogni sua forma. Che si provi per un compagno, un figlio, i genitori, un amico, una pianta, un animale o Dio credo che valga la pena di essere vissuto a pieno. Il che non significa annientarsi per mettersi a completa disposizione degli altri. Così come non è giusto mettere se stessi prima di tutto. Amare significa cercare l’altro. Voler condividere tutto, le banalità, le cose entusiasmanti, le proprie passioni, le proprie aspirazione. Significa condividere sogni.
ps. quasi dimenticavo il mio amore per i dolci, quindi per rimediare allego qualche foto e la ricettuzza di queste Tarte tropezienne. Una nuvola di bontà, perfezione fatta brioche.
La ricetta è presa pari pari dal blog di Paoletta di Anice e Cannella. Dalla sua pagina Facebook è partito un appuntamento settimanale di panificazione comunitaria. La tarte è stato "l'argomento" di due settimane fa ma ancora le mie papille hanno impresso quell'effimero sapore che credo resterà impresso per sempre.
Come farcitura ho usato una chantilly bella soda, ma altre hanno usato semplicemente panna e fragole. Ognuno può metterci quel che vuole. La tarte è perfetta anche semplicemente con una spolverata di zucchero a velo.
Ma significa anche essere liberi di scegliere le tappe della propria vita, senza farsi divorare dai sensi di colpa, senza essere preda di gratuiti ricatti emotivi. Quello non è un amore maturo. Anzi quello non è amore.
L’amore non chiede sacrifici, ma condivisione e rispetto. Il rispetto di cui parlo riguarda la libertà. Rispettare significa lasciare l’altro libero di amare. Non creare muri oltre cui non si può andare. Significa lasciare libero l’altro di varcare le stanze della tua anima.
Al contempo l’altro ha il dovere di lasciare le cose così come stanno. Non deve cercare di cambiare la disposizione dei mobili o mettersi a rassettare. Quella è casa tua solo tu puoi scegliere di lasciare tutto com’è o magari buttar via le cose vecchie per far posto a qualcosa di nuovo, che a tuo giudizio valga la pena di essere introdotto.
Ti auguro di riuscire a trovare l’essenza dell’umanità in ognuno.
L’amore non chiede sacrifici, ma condivisione e rispetto. Il rispetto di cui parlo riguarda la libertà. Rispettare significa lasciare l’altro libero di amare. Non creare muri oltre cui non si può andare. Significa lasciare libero l’altro di varcare le stanze della tua anima.
Al contempo l’altro ha il dovere di lasciare le cose così come stanno. Non deve cercare di cambiare la disposizione dei mobili o mettersi a rassettare. Quella è casa tua solo tu puoi scegliere di lasciare tutto com’è o magari buttar via le cose vecchie per far posto a qualcosa di nuovo, che a tuo giudizio valga la pena di essere introdotto.
Ti auguro di riuscire a trovare l’essenza dell’umanità in ognuno.
ps. quasi dimenticavo il mio amore per i dolci, quindi per rimediare allego qualche foto e la ricettuzza di queste Tarte tropezienne. Una nuvola di bontà, perfezione fatta brioche.
La ricetta è presa pari pari dal blog di Paoletta di Anice e Cannella. Dalla sua pagina Facebook è partito un appuntamento settimanale di panificazione comunitaria. La tarte è stato "l'argomento" di due settimane fa ma ancora le mie papille hanno impresso quell'effimero sapore che credo resterà impresso per sempre.
MINI TARTE TROPEZIENNE
Ingredienti:
300 g di manitoba
4 g di sale
45 g di zucchero semolato
12 g di lievito di birra fresco
3 uova
130 g di burro
45 g di zucchero semolato
12 g di lievito di birra fresco
3 uova
130 g di burro
50 ml di latte tiepido
scorza di 1 arancia
grattugiata
Per decorare:
zucchero in granella
1tuorlo e 2 o 3 cucchiai di latte per la spennellatura
finalezucchero in granella
Preparazione:
Preparare un poolish sciogliendo il lievito
nel latte appena tiepido e mescolando 50 gr di farina. Coprire con pellicola e
lasciar fermentare 45 minuti/1 ora.
Rovesciare il pooolish nella planetaria e
impastare insieme ad un cucchiaio di farina, inserire poi 1 uovo e far
assorbire.
Aggiungere ancora poca farina, impastare e
versare metà dello zucchero, e, ad assorbimento l'altro
uovo.
Impastare bene.
Aggiungere ancora un po' di farina, l'ultimo
uovo e quando questo è stato assorbito, ancora farina e l'altra metà dello
zucchero.
Continuare aggiungendo farina sempre
impastando bene, lasciando un cucchiaio per lo spolvero finale. Inserire il sale
e, non appena si sarà assorbito, aggiungere il burro morbido poco alla volta,
insieme alla scorza d'arancia.
Incordare bene. Ci vorranno almeno 20/25
minuti perché l'impasto diventi elastico e si stacchi in un solo
pezzo.
A questo punto porre l'impasto in una
ciotola, coprire con pellicola, attendere 30 minuti e mettere in frigo, a circa
6°/7° fino al mattino.
Tirare fuori, lasciar a temperatura ambiente
circa 1 ora poi fare una piega del tipo 1. Coprire.
Attendere 20 minuti, spezzare in 10 pezzi da
65 gr circa l'uno e formare delle palline.
Schiacciarle leggermente sulla parte
superiore e porle su una placca
coperta da carta forno. Coprire con pellicola.
Far lievitare 1 ora.
Spennellare col tuorlo sbattuto e poco
latte, spolverare di zucchero a granella poi infornare per 15/20 minuti a
180°.
Raffreddare su una gratella e tagliare
orizzontalmente le tarte, poi farcire con la crema, conservare in frigo o in un
posto fresco.
mercoledì 8 maggio 2013
Rainbow couscous
Da più parti si eleva un coro alle mie spalle: Letizia impara a cucinare!
Ieri sera per esempio ho presentato a tavola dei rustici abbrustoliti che son finiti lo stesso per l'impellente necessità di sopravvivenza dei commensali, che pur di nutrirsi declinano all'esigenza di gustar delizie.
A dir la verità io mi diletto molto di più a preparare e a gustar dolci che cose salate.
Ma è ovvio che la quotidianità è tutt'altro che una torta panna e fragole.
E allora come risolvere? Ecco ho deciso che d'ora in poi farò a meno di bastoncini ed insalata e affronterò la zona dei fornelli con strumenti diversi.
La parola d'ordine sarà "sperimentare".
Ma il mio cuore non ce la fa a sperimentare sulla pellaccia altrui.
Allora ho deciso che poiché a pranzo sono quasi sempre da sola col pargoletto,
saremo noi le cavie dei miei nuovi esperimenti.
Poveretto, penseranno in tanti :-)
Stavolta è andata bene.
Quindi posso riproporlo al più presto anche ad altri.
Tra l'altro questo arcobaleno di couscous è di una tale semplicità che chiunque, anche una mamma con un bambino in piedi sulla sedia che smanetta a destra e a manca, può riuscire a fare. D'altronde con l'allenamento quotidiano potrei sfidare un equilibrista del circo di Montecarlo e batterlo come niente fosse.
Allora a tutte le mamme circensi (e non solo) ecco a voi la ricetta del Rainbow Couscous.
Ingredienti:
1 carota
1 zucchina
1 pezzetto di peperone giallo
1 pezzetto di peperone rosso
sale, olio, aglio e prezzemolo
200 g Couscous
200 g d'acqua
Preparare una brunoise di verdure, farle saltare un padella con un po' d'olio in cui avrete fatto dorare un aglio. Lasciare le verdure piuttosto al dente. Prendere il couscous e versarlo in una teglia abbastanza grande per contenerlo tutto in modo che non faccia troppo spessore (nel senso che sia ben steso) e aggiungere 1 cucchiaio di olio d'oliva. Sgranarlo con una forchetta in modo che non si formino dei grumi.
A parte prendere un pentolino piccolo e portate ad ebollizione 200ml di acqua.
Versare l'acqua nella teglia contenente il couscous e coprire con un coperchio per 5 minuti.
Passati i 5 minuti prendere con una forchetta "sgranare" il couscous. Ora versare il couscous nella padella delle verdure e sgranare nuovamente, affinché si insaporisca per benino.
Può essere servito sia tiepido che freddo.
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